Farmaci
Molte mamme si preoccupano quando devono assumere un farmaco durante l’allattamento. È comprensibile: vuoi proteggere il tuo bambino e allo stesso tempo prenderti cura della tua salute.
La buona notizia è che molti farmaci sono compatibili con l’allattamento o possono essere gestiti con qualche accortezza (per esempio scegliendo il momento migliore per assumerli o valutando un’alternativa più sicura).
Allo stesso tempo, ogni situazione è diversa: tipo di farmaco, dose, durata della terapia, età e condizioni del bambino, eventuali problemi di salute tuoi o del piccolo. Per questo motivo non esistono regole valide per tutti, ma è importante fare sempre una valutazione personalizzata con il medico o il pediatra.
In questa pagina trovi alcune informazioni generali per capire meglio il rapporto tra farmaci e allattamento e per arrivare al colloquio con i professionisti più preparata e più tranquilla.
Come i farmaci passano nel latte materno
Quando assumiamo un farmaco, questo entra nel sangue e, in quantità variabili, può arrivare anche al latte materno. La maggior parte dei farmaci passa nel latte solo in piccole quantità, spesso molto inferiori alle dosi usate in pediatria.
Per valutare se un farmaco è compatibile con l’allattamento, i professionisti considerano diversi aspetti:
Quanto farmaco arriva davvero nel latte: non tutti i principi attivi passano facilmente;
Che dose riceve il neonato: di solito è una frazione molto piccola di quella che assumi tu;
Età e salute del bambino: un neonato a termine e in buona salute tollera meglio alcuni farmaci rispetto a un prematuro o a un bimbo con problemi medici;
Durata della terapia: una singola dose o pochi giorni di cura hanno un impatto diverso rispetto a un trattamento lungo;
Tipo di farmaco: per alcuni esistono alternative più studiate e considerate più sicure in allattamento.
Il fatto che un farmaco passi nel latte materno non significa automaticamente che sia pericoloso. Il punto centrale è valutare il rapporto tra benefici per la tua salute e possibili rischi per il bambino, scegliendo la soluzione più adatta al vostro caso.
Comportamenti corretti da adottare
Quando si parla di farmaci e allattamento, alcuni comportamenti possono aiutarti a ridurre i rischi e a vivere con più serenità eventuali terapie.
Non interrompere una terapia da sola: sospendere bruscamente un farmaco prescritto può essere rischioso per la tua salute. Parla sempre con il medico prima di cambiare qualcosa.
Informa sempre che stai allattando: ogni volta che ti viene prescritto un farmaco, ricorda al medico, al pediatra o al dentista che allatti. È un’informazione fondamentale per scegliere il farmaco più adatto.
Evita l’automedicazione prolungata: prendere per giorni o settimane farmaci da banco (per esempio antidolorifici o antinfiammatori) senza un confronto con il medico non è una buona idea, soprattutto se il bambino è molto piccolo.
Segui la dose e i tempi indicati: non aumentare autonomamente le dosi e non prolungare le terapie oltre quanto prescritto.
Osserva il bambino: in caso di nuova terapia, tieni d’occhio eventuali cambiamenti (sonnolenza insolita, irritabilità marcata, vomito, diarrea, scarso appetito). Se noti qualcosa che ti preoccupa, contatta il pediatra.
Non sospendere l’allattamento “per sicurezza” senza un piano: a volte è possibile scegliere un farmaco alternativo o organizzare in anticipo la gestione del latte se serve una terapia non compatibile.
Ricorda: prenderti cura della tua salute è importante anche per il benessere del tuo bambino. Una mamma che sta meglio è più in grado di occuparsi del proprio piccolo.
Uso di farmaci o altre sostanze
L'assunzione di un farmaco in allattamento deve tener conto del rischio/beneficio e deve essere prescritto dal medico; particolare attenzione va riservata quando i neonati hanno meno di 2 mesi di vita, in quanto il loro metabolismo è immaturo.
Farmaci, come gli antiblastici o alcuni ormoni, rappresentano una controindicazione assoluta all’allattamento al seno.
Altri farmaci o sostanze controindicati durante l’allattamento al seno sono:
- amiodarone;
- indometacina;
- ergotamina;
- litio;
- anti-epilettici;
- eroina;
- morfina;
- cocaina;
- anfetamine;
- farmaci anoressizzanti;
- bromocriptina;
- metimazolo;
- difenidramina;
- ciproeptamina.
La maggior parte dei farmaci che passano nel latte materno, diminuiscono progressivamente la loro concentrazione nel latte con il tempo intercorso dall'assunzione, alcuni farmaci hanno comunque un'emivita lunga.
Consiglio: assumere il farmaco (se possibile) subito dopo il termine della poppata per avere la concentrazione più bassa possibile nel latte materno.
Consultare fonti e servizi affidabili
Per le informazioni sull'uso dei farmaci in gravidanza e in allattamento è attivo presso l'U.O. Tossicologia Clinica-Centro Anti Veleni Ospedali Riuniti di Bergamo il seguente numero verde:
Puoi chiedere al tuo medico di consultare queste risorse quando c’è in dubbio sulla compatibilità di un farmaco con l’allattamento. È un modo per avere informazioni basate su studi scientifici e non solo su opinioni personali.
È invece bene essere prudenti con le informazioni trovate online in modo casuale: forum, gruppi social o siti non istituzionali possono contenere esperienze utili, ma non sostituiscono una valutazione professionale sul tuo caso specifico.
Situazioni particolari
In alcune condizioni è particolarmente importante che la valutazione sui farmaci e l’allattamento sia fatta da specialisti con esperienza.
Bambini prematuri o con basso peso alla nascita: il loro organismo può essere più sensibile anche a piccole quantità di farmaco che passano nel latte.
Neonati con patologie croniche (per esempio cardiache, renali, metaboliche, neurologiche): in questi casi i margini di sicurezza possono essere diversi e serve una valutazione individuale.
Mamme con malattie croniche che richiedono terapie continuative (come alcune malattie autoimmuni, depressione, epilessia, diabete, ipertensione): spesso l’allattamento è comunque possibile, ma è fondamentale scegliere farmaci e dosaggi adeguati e programmare i controlli.
Terapie complesse o combinazioni di più farmaci: quando si assumono diversi medicinali insieme, l’analisi va fatta con particolare attenzione.
In queste situazioni, può essere utile il confronto tra medico curante, pediatra, ostetrica o consulente in allattamento, per trovare la soluzione che protegga sia la tua salute sia quella del bambino, sostenendo il più possibile la continuità dell’allattamento.
Quando l’allattamento può non essere indicato
Esistono situazioni in cui allattare al seno non è consigliato, non è possibile o diventa fonte di grande sofferenza per la mamma o per il bambino. Alcuni esempi possono essere:
alcune malattie della mamma o del bambino in cui il medico sconsiglia il latte materno;
l’assunzione di farmaci non compatibili con l’allattamento, quando non è possibile trovare alternative sicure;
difficoltà pratiche molto grandi che, nonostante il supporto, rendono l’allattamento insostenibile per la salute fisica o mentale della mamma.
In questi casi è fondamentale seguire le indicazioni del personale sanitario che ti conosce e valuta la situazione nel suo insieme.
Scegliere di non allattare, o di interrompere prima di quanto avevi immaginato, può far nascere sensi di colpa o tristezza. È importante ricordare che la priorità è il benessere complessivo di mamma e bambino, e che l’affetto, il contatto e la cura quotidiana contano molto più del tipo di latte.
Controindicazioni all'allattamento per malattie materne:
- Epatite B in atto;
- infezione da HIV (AIDS) (il virus può essere trasmesso attraverso il latte materno, per cui, in caso di positività, si sconsiglia l’allattamento);
- stato di severa debilitazione di qualsiasi origine ;
- psicosi puerperale (patologia rara da non confondersi con la depressione post-partum);
- consumo di più di 30 sigarette al giorno;
- alcolismo;
- tossicodipendenza in atto;
- herpes simplex al capezzolo bilateralmente;
- cancro mammario (se la madre ha il tumore, la terapia a cui è sottoposta renderà impossibile l’allattamento, se ha avuto una mastectomia, così come una nodulectomia, può allattare in maniera efficace utilizzando l’altro seno);